Archivio per Categoria News

Il Movimento Disabili Articolo 14 candida nelle sue liste alle prossime elezioni europee il 70 % di disabili fisici e psichici e il 30% di normodotati

ELEZIONI EUROPEE DEL MOVIMENTO DISABILI ARTICOLO 14

Il Movimento Disabili Articolo 14 candida nelle sue liste alle prossime elezioni europee il 70 % di disabili fisici e psichici e il 30% di normodotati

Buongiorno sono Giovanni Cafaro , nel 2014 ho ideato la professione del codista , colui che fa le code per gli altri , ho creato il 1° Contratto Collettivo Nazionale a chiamata per i codisti . Ho formato e certificato , con i miei corsi circa 560 codisti .

Il Movimento Disabili Articolo 14 è aperto a tutte candidature da ogni regione italiana per le prossime elezioni europee .

Il 70 % dei candidati saranno disabili il 30 % normodotati della società civile aperte a liberi professionisti, giornalisti, manager , imprenditori , dipendenti e disoccupati .

Per candidarsi gratuitamente è necessario cliccare sulla pagina iscrizioni del sito www.movimentodisabiliarticolo14.it

Tutta la campagna elettorale sarà a costo zero e finanziata da donazioni libere di iscritti sia disabili che normodotati , dalle loro famiglie e da sostenitori .

Il Movimento si propone di raggiungere , in due anni, i seguenti obiettivi :

  • Modificare la legge n.68/99 al Parlamento italiano ed al Parlamento Europeo eliminando le sanzioni e introducendo l’obbligo dell’Articolo 14 estendendolo anche agli Enti Pubblici e alle Cooperative di tipo A
  • Creare con la modifica della legge e l’introduzione obbligatoria della convenzione in Articolo 14 , in due anni, 1 Milione di posti di lavoro per disabili e normodotati a COSTO ZERO

 

Soluzione a costo zero :  L’articolo 14 permette alle cooperative sociali di assumere i disabili per conto delle aziende obbligate, la cooperativa contemporaneamente attiva le assunzioni di persone disoccupate o professionisti che svolgeranno servizi e consulenze presso le Aziende che firmano l’articolo 14 .

I vantaggi per chi applica l’Articolo 14 sono notevoli e a costo zero e ne beneficiano tutti  : i disabili , i normodotati, le cooperative e le aziende .

Fondo per l’occupazione disabili : un tesoretto con valore stimato in circa 15 Miliardi di euro annui, consiste nella sommatoria delle sanzioni che le aziende italiane versano per le mancate assunzioni di disabili secondo la legge obbligatoria n.68 del 1999 .

Le aziende e gli Enti Pubblici sopra i 15 dipendenti sono obbligati dalla legge n.68/99 ad assumere disabili .

Tra gli obbligati ci sono anche : società sportive professioniste, le redazioni giornalistiche e televisive, i partiti politici le aziende di ogni settore ,gli enti pubblici .

Il Movimento Disabili Articolo 14 vuole creare lavoro , eleggere e presentare nelle istituzioni persone con disabilità e diventare il primo Movimento che rappresenta tutti i disabili italiani e i loro familiari, un Movimento che tutela i diritti dei disabili e li aiuta ad inserirsi nel mondo del lavoro .

 

Dott. Giovanni Cafaro

Presidente Movimento Disabili Articolo 14

Cell. 3471710645

www.movimentodisabiliarticolo14.it

www.giovannicafarocodista.it

Prosegue la lotta a favore dei disabili

L’ideatore del “Movimento Disabili Art.14” continua a pieno regime la sua lotta per la tutela e la difesa dei diritti lavorativi dei disabili.

Prosegue la lotta di Giovanni Cafaro, pioniere del “codismo” in Italia che, dopo essersi reinventato in prima persona, aver creato una nuova professione, regolamentato la stessa con un vero e proprio contratto previsto dalle norme in termini di Contratti Collettivi Nazionali del Lavoro, aver trasformato un’esigenza in una professione con la quale sopravvivere, ha trasformato questa professione in una nuova opportunità anche per i disabili.

Questo obiettivo ambizioso è la “scalata dell’Everest” di Giovanni Cafaro che, ormai da mesi, sta cercando di ottenere, costituendo il suo “Movimento Disabili Art.14”: che richiama il testo del medesimo articolo che prevede e stabilisce la regolamentazione in fatto di lavoro per le categorie protette.

Un “Movimento” inarrestabile

Dopo aver regolamentato la professione del corista, il suo ideatore, Giovanni Cafaro, 44enne salernitano che ha fatto di necessità virtù, lo stesso notò, parlando con alcuni disabili, un interesse da parte loro verso questa professione e che sarebbe stato loro desiderio poterla svolgere esattamente come qualsiasi altra persona “normale”.

Questo desiderio, per Giovanni, è divenuto un obiettivo concreto da raggiungere e che sta portando avanti affinché, anche i soggetti svantaggiati, possano godere di quei diritti garantiti dalla legge nazionale 68 del 1999 che consente alle cooperative sociali, attraverso l’art.14, di assumere disabili anche per conto di aziende ed Enti.

Un granello di sabbia ne la mare che, però, potrebbe rivelarsi come una importante opportunità lavorativa per quelle categorie di persone che, purtroppo, hanno spesso difficoltà ad inserirsi in ambienti lavorativi rimanendo, di fatto, ai margini di una società non a misura loro.

È questo lo scopo, o meglio, la missione di Giovanni: farsi portavoce di quelle persone rimaste inascoltate per troppo tempo.

Negli ultimi anni, anche in Sicilia, fortissime sono state le voci di protesta nei confronti delle istituzioni a causa della loro deplorevole mancanza di attenzione nei confronti dei disabili per la difesa dei loro, legittimi, diritti. Un abbandono istituzionale che ha movimentato Enti, Associazioni e personalità dello Spettacolo affinché questa vergognosa mancanza di interesse potesse trasformarsi in proposte e progetti concreti.

Prossimamente a Roma, infatti, è previsto il Diversity Day: un progetto di incontro tra domanda e offerta lavorativa e facilitazione all’ingresso del mondo del lavoro per le categorie protette ed i soggetti svantaggiati.

Fonte: Blasting News

Promuoviamo il lavoro

15 Miliardi di Euro in sanzioni e 1 Milione di posti di lavoro per disabili, disoccupati e professionisti.

Come vengono investiti e spesi dalle istituzioni locali i circa 15 miliardi di euro (valore stimato) pagati dalle aziende italiane in sanzioni economiche per le mancate assunzioni obbligatorie di disabili secondo la legge n.68/99? Oggi non è dato saperlo poiché non ci sono dati.

Non esistono dati ufficiali che ci dicano come questi 15 miliardi (valore stimato) siano utilizzati per politiche di assunzioni o reinserimenti lavorativi di persone con disabilità fisica e psichica, svantaggiate, disoccupati o professionisti che lavorano nelle cooperative sociali.

Esiste una sorta di fair play tra le istituzioni locali e le aziende che non assumono per legge i disabili? Oggi non è possibile sapere le Aziende che non rispettano la legge obbligatoria nazionale n.68/99.

Queste sono le domande alle quali Giovanni Cafaro, pioniere dal 2014 della professione del codista, colui che fa le code per gli altri. Dopo aver creato il 1° Contratto Collettivo Nazionale a chiamata, ha conosciuto in questi anni molti disabili e disoccupati, e ha deciso di promuovere il Movimento Disabili Articolo 14.

Obiettivi

Gli obiettivi del Movimento sono:

  1. supportare, con l’Articolo 14, le circa 200.000 aziende italiane che versano in sanzioni economiche circa 15 miliardi di Euro all’anno (valore stimato);
  2. promuovere in circa due anni circa 1 milione di assunzioni tra i disabili, disoccupati e normodotati con l’ articolo 14 a costo zero per le istituzioni locali.

La legge Nazionale n.68/99 obbliga le aziende con più di 15 dipendenti ad assumere i disabili. Spesso questa legge non viene applicata, la conseguenza è che milioni di disabili e svantaggiati non vengono assunti.

Per le mancate assunzioni le aziende versano in sanzioni circa 153 € al giorno per ogni mancata assunzione di un disabile. Per aziende con più di 50 dipendenti l’obbligo di assumere disabili è del 7% sul totale del personale.

La situazione in Italia

In Italia ci sono circa 5 milioni di persone disabili e svantaggiate. L’articolo 14 permette alle cooperative sociali di assumere i disabili nella loro struttura protetta per conto delle aziende obbligate, la cooperativa attiva anche le assunzioni di persone disoccupate o professionisti che svolgeranno i servizi o le consulenze presso le aziende che firmano l’articolo 14.

Con l’articolo 14 si hanno 2 assunzioni a costo zero: un disabile in cooperativa e un disoccupato o normodotato che svolge i suoi servizi in azienda assunto da una cooperativa sociale. Questo strumento crea occupazione e posti di lavoro, tra i disabili e svantaggiati, tra i normodotati della cooperativa (operai, impiegati, call center) ma anche tra i professionisti della stessa cooperativa (consulenti ed esperti di settore).

Ha sviluppato in circa due anni notevoli competenze sullo strumento dell’articolo 14 collocandosi tra uno dei maggiori esperti in Italia, definendosi un precursore dell’articolo 14, in due anni, ha parlato e incontrato oltre 300 amministratori delegati di aziende medie, grandi, e multinazionali spiegando e illustrando loro l’articolo 14 , ricevendo grandi attestazioni di stima e di interesse.

L’obiettivo del Movimento è totalmente nuovo e diverso dal passato e dal presente, i disabili e le loro famiglie non vengono supportati in modo assistenziale e passivo, ma in modo attivo e propositivo, le persone con disabilità vengono aiutate a rientrare nel mondo del lavoro, a far parte della nostra società, essere parte attiva nel lavoro e valorizzare le tante professionalità sia tra i disabili che tra i normodotati. Anche grazie al suo contributo personale in Lombardia vi sono diversi articoli 14 attivi e funzionanti tra aziende e cooperative che danno lavoro a persone con disabilità e normodotati.

Qualcuno ha già chiamato questo Movimento il Partito dei Disabili, un movimento reale e concreto non virtuale che mette al primo posto il lavoro.

Fonte: Blasting News

Al via il Job Day di Inclusive Mindset

Il luogo, l’acquario civico di Milano situato in una preziosa palazzina in stile liberty del parco Sempione, assume una valenza metaforica.

C’è molta vita, sott’acqua. Ricca e sorprendente. Ma i pesci non parlano. E non emergono. È in questo contesto che oggi 19 marzo si svolge il primo Job Day di Inclusive Mindset, l’iniziativa promossa da Fondazione Sodalitas, Fondazione Adecco per le Pari Opportunità e Interaction Farm (si replica a Roma il 26 maggio). C’è tutta una forza lavoro potenziale che è nascosta perché discriminata, vittima di pregiudizi o semplice ignoranza su disabilità, religione, colore della pelle, orientamento sessuale. Ed è una forza lavoro qualificata, che ha titoli di studio adeguati ma che viene emarginata per la sua diversità.

Il job day è un’occasione per far incontrare le imprese e i candidati, focalizzandosi su competenze, attitudini e talenti. Ed è solo una delle iniziative di Inclusive Mindset, che organizza anche workshop per condividere esperienze e buone pratiche, incontri di formazione e aggiornamento manageriale, campagne di comunicazione per diffondere le migliori pratiche aziendali di diversity&inclusion, una job app per la pubblicazione degli annunci di lavori e la gestione delle candidature e una piattaforma digitale e sociale attiva 365 giorni all’anno per l’orientamento dei candidati e la conoscenza del mercato del lavoro. Insomma, un impegno su più fronti, frutto dell’esperienza pluriennale in questo campo e della consapevolezza che c’è molto da fare. A incominciare da una svolta culturale.

Le grandi aziende multinazionali sono per loro natura più avanti in questo processo e alcuni dei partner sostenitori di Inclusive Mindset lo dimostrano. Ibm ha tra gli obiettivi l’integrazione delle persone lgbt. Possibile che le scelte sessuali personali siano ancora una discriminante? «Sì – risponde Doriana De Benedictis che in azienda copre il ruolo nuovo di Diversity Engagement Partner – perché se io non mi esprimo serenamente con i miei colleghi e i miei superiori nella totalità del mio essere, parlando dunque anche dei miei legami affettivi e sentimentali, probabilmente non lavoro con concentrazione e non rendo al massimo». Ibm ha perfino supportato un suo dipendente in ogni fase del cambio di sesso.

Barilla ha assunto nei suoi stabilimenti in Svezia alcuni rifugiati siriani. Mentre a Parma uno di loro, laureato nel suo Paese in business administration e arrivato in Italia legalmente con i corridoi umanitari di Sant’Egidio, lavora alle relazioni esterne. Flex, colosso della componentistica, sta inserendo nelle sue quattro sedi italiane persone con sindrome di Asperger. «Abbiamo bisogno di soluzioni innovative, per noi dunque la diversità è una ricchezza, ma è necessario organizzare dei workshop per i dipendenti normodotati, insegnargli ad accogliere la diversità».

Certo, stiamo parlando della punta emergente di un iceberg. Come fare dunque a diffondere queste iniziative nell’immenso tessuto di piccole e medie aziende che compone l’economia italiana? «Nei nostri compiti c’è anche l’organizzazione di seminari su questo tema per le imprese dell’indotto», rispondono all’unisono i tre manager. Inclusive Mindset e altre iniziative del genere mirano, del resto, ad andare ben oltre la legge 68/99 che impone una percentuale di dipendenti appartenenti alle categorie protette (nelle grandi aziende, il 7%). Qui si tratta di scovare talenti ed eccellenze ancorati dai pregiudizi e farli competere con gli altri.

Certo, se allarghiamo lo sguardo sul rapporto tra disabilità e lavoro lo scenario è sconfortante. Secondo gli ultimi dati dell’Osservatorio nazionale sulla salute, solo il 23% degli uomini e il 14% delle donne con disabilità fra i 35 e i 64 anni lavora e l’80% delle difficoltà nel trovare un impiego avviene nella fase di accesso. La maggior parte dei 27,7 milioni annui erogati dallo Stato servono a sostenere le pensioni. Dunque una fotografia assistenzialistica, umiliante. E intanto le agenzie del lavoro confermano che molte aziende preferiscono pagare salate multe, 153 euro al giorno, (laddove i controlli sono puntuali) piuttosto che rispettare la legge.

Giovanni Cafaro, portavoce del Movimento Disabili Articolo 14 (articolo che permette l’assunzione a costo zero di una persona con disabilità in una cooperativa e di un disoccupato normodotato che svolge i suoi servizi in azienda assunto da una cooperativa sociale) stima in 15 miliardi il valore delle sanzioni economiche. E si chiede: «Come vengono spesi dalle istituzioni locali questi soldi? Servono per politiche di assunzioni e reinserimento, oppure esiste un accordo tacito con le aziende che non assumono?». Domande polemiche in un panorama nebbioso, costellato da ingiustizie.

19 MARZO 2018 | di Alessandro Cannavò

FONTE: invisibili.corriere.it